Elezioni europee : allarme hacker

– 81 giorni alle elezioni europee : dopo aver introdotto i principali contendenti al Parlamento europeo e alla Presidenza della Commissione Europea (Frans Timmermans, Guy Verhofstadt, Manfred Weber, VOLT, i fanatici 4 sovranisti), vi proponiamo un approfondimento a firma di Andrea Impannati sulla minaccia che viene dal web liberamente tradotto e riadattato da politico.eu

Elezioni europee : allarme hacker

Il pericolo hacker è incombente, essendo stato avviato ed ampliato il processo di digitalizzazione informatica dei più importanti sistemi di banche dati mondiali, la minaccia degli “e-criminal” è forte. Essa è l’opposta faccia di una medaglia che comprende i bassi costi, la velocità e la capacità di archiviazione dei computer. Le elezioni sono il nuovo target degli hacker professionisti, che possono, da una postazione pc, rovesciare l’ordine democratico internazionale.
L’ex capo dell’EISA (Estonian Information Security Association), Lisa Past, ha dichiarato ad un’intervista di politico.eu, l’esistenza e lo sviluppo di nuovi strumenti di sicurezza informatica, che però non rendono completamente sicuro l’ambiente a causa della repentina evoluzione dei mezzi degli hacker.
Le europee sono un obiettivo concreto, vulnerabile nella sua diversità. La dispersione e i differenti sistemi di votazione saranno due dei principali fattori che potrebbero favorire gli attacchi.
La raccomandazione del Commissario Europeo per la Sicurezza, Julian King, è di proteggere il sistema: “tutti devono assumersi le proprie responsabilità poiché un sistema è sicuro solo se lo è anche l’anello più debole della catena“. BELGIUM-EU-POLITICS-SECURITY-PNR

Secondo Bruxelles, il responsabile numero uno della disinformazione (soprattutto online) è la Russia, con un budget annuale di 1,1 miliardi di euro, mille persone impiegate a tempo pieno nella sola San Pietroburgo e 4.564 casi di fake news identificati dalla Ue (soprattutto su temi come migranti, terrorismo, Europa, Ucraina e Siria). La disinformazione è considerata uno dei maggiori rischi, per quanto sia implacabilmente infettiva e difficile da sconfiggere. Numerosi i casi di disinformazione che hanno convogliato l’opinione pubblica sui temi caldi, dall’ indipendenza della Catalogna, alle proteste dei Gilet Gialli o per l’ immigrazione in Italia.
Liisa Past sostiene che avendo un buon livello di informazione gli strumenti di cyber-security non rappresenterebbero un elemento così imprescindibile come lo sono ora.
Alcuni dati dell’Eurobarometer evidenziano come il 73% degli intervistati sono preoccupati per le possibili false informazioni che potrebbero circolare su internet, mentre un intervistato su due crede che gli hacker possano utilizzare dati personali per avere dei target politici da influenzare.

disinf EU

L’ultimo attacco in ordine temporale risale a pochi mesi fa in Germania: è stato scoperto un criminale informatico che si è impossessato di account e profili di personaggi pubblici rilevanti, acquisendo dati e conversazioni potenzialmente fatali per le politiche europee e di rimbalzo per le future elezioni. Questi hackeraggi personali potrebbero produrre moderni Watergate, adatti a condizionare l’elettorato.
La Commissione non potrà fare molto per limitare gli hackeraggi delle prossime elezioni, il tempo è ridotto e la legislazione fatica a rincorrere le evoluzioni dei crimini digitali.
Il vero grande sforzo dovrà essere quello dell’elettore, che non affidandosi ai titoli Clickbait o a scoop sensazionali, dovrà filtrare per autorità le fonti dell’informazione e condividere solo ciò che ritiene veritiero.

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