I fanatici quattro

– 83 giorni alle elezioni europee : pubblichiamo oggi un articolo a firma di Giustino Rosa sui sovranisti d’Europa. Leggi tutti i nostri approfondimenti su Frans Timmermans, Guy Verhofstadt, Manfred Weber, VOLT.

Una rete di fazioni di destra si sta diffondendo attraverso le frontiere di un’Europa, sempre più svuotata di poteri assistenziali, svuotata dei diritti fondamentali, smembrata da politiche sovraniste e isolazioniste.

Matteo Salvini, Jaroslaw Kaczynski, Viktor Ӧrban e Marine Le Pen sono i quattro nomi che ormai da tempo stanno lavorando, in vista delle elezioni europee, alla creazione dell’Internazionale Sovranista. Una mostruosa coalizione, che si contrappone ai principi su cui da sempre si fonda la Comunità Europea. Personaggi politici con ideali ben diversi, ma con un obiettivo comune: diventare il partito pivot a livello europeo, fungere da ago della bilancia nello scenario elettorale. Nel caso in cui le elezioni rendessero concreto questo scenario il blocco a destra otterrebbe quanto voluto, rendendo impossible la riproduzione delle Grande Coalizione. Niente più alleanza Ppe- Pse e Alde per spartirsi i posti di comando in Europa, ma uno scenario ben diverso, che potrebbe comprendere sempre il Ppe, senza la sinistra a controbilaciare le scelte politiche, ma con la presenza della coalizione sovranista. Questo è il primo obiettivo dell’Internazionale, seguito dall’idea di creare un’Europa sempre più chiusa da un punto di vista umanitario, ma come sempre aperta alle speculazioni economiche che da 10 anni a questa parte gravano sulle spalle dei cittadini europei.

Ci aspettano politiche ciniche e populiste, volte a fermare lo straniero povero, e disposte ad accogliere a braccia aperte l’investitore ricco di qualsiasi parte del mondo. Ci attendono manovre volte a isolare gli stati dalla cooperazione internazionale di qualsiasi natura, dalla collaborazione umanitaria a quella sostenibile. Serve davvero poco per rendersene conto, basta analizzare le politiche dei nostri fanatici quattro nei rispettivi paesi di appartenenza. Il primo, Matteo Salvini, leader indiscusso di un’Italia sempre più razzista, xenofoba ed ostile al “diverso”. Il secondo,  Jaroslaw Kaczynski, leader della destra ultra-conservatrice, che ha molto in comune con il presidente ungherese Viktor Ӧrban: dal ripudio verso i migranti al sempre più insistente controllo sui mezzi di informazione. Infine l’ultima, Marine Le Pen, terzogenita del patriarca  Jean-Marie Le Pen (fondatore del partito di estrema destra Rassemblement National), Lei donna forte, carismatica e sempre pronta ad attaccare chi professa una fede diversa dalla sua, con un pizzico di cinicità in più se il soggetto da attaccare è musulmano.

Se da una parte lo scenario politico europeo sembra coinciliare gli obiettivi dei fondamentalisti di destra, dall’altra le posizioni filo russe, del Ministro italiano, del Presidente Ungherese e della leader di estrema destra francese sembrano infastidire molto il polacco ultra-conservatore Kaczynski. Fatta questa premessa sembra essere sempre più appurata la tesi di una collaborazione post-elettorale volta a trasfromare l’Europa nel peggiore dei modi.

Una cosa è certa: più questi Stati insisteranno per l’isolamento a livello comunitario, più l’Europa collasserà sul suo stesso peso; più questi Stati adotteranno politiche disumane, più l’Europa perderà il suo ruolo cardine. Non possiamo lasciare che quattro fanatici distruggano le sorti e i desideri di una generazione progressista ed aperta.