Il Partito Popolare Europeo in cerca di rilancio

Mancano meno di 4 mesi alle elezioni europee del 26 maggio 2019 : continuiamo il nostro percorso informativo sui diversi schieramenti politici che si sfideranno per i 705 seggi del Parlamento europeo.

Abbiamo iniziato questo “viaggio” con Frans Timmermans, candidato del PSE (Partito Socialista Europeo), proseguito poi con Guy Verhofstadt, leader dell’ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa). E’ la volta oggi di Manfred Weber, candidato del Partito Popolare Europeo (PPE) alla Presidenza della Commissione Europea. Fabio De Luca ci presenta il candidato e gli ultimi sondaggi sulle prossime elezioni europee.

Il Partito Popolare Europeo in cerca di rilancio

Democratico, liberal conservatore, cristiano ed europeista: è questo il volto del PPE, storico partito che per molti anni è stato ed è tra le più grandi formazioni del Parlamento Europeo. Al suo interno, confluiscono numerosi grandi partiti nazionali tra cui: Les Republicans (Francia), Forza Italia (Italia), CDU (Germania), Piattaforma Civica (Polonia) e Partito Popular (Spagna).

Il PPE è presieduto dal candidato alla Presidenza della Commissione Europea, il 46enne Manfred Weber, che è stato il più giovane parlamentare tedesco eletto a soli 29 anni , ora perfino “benedetto” dalla cancelliera Angela Merkel. Al centro della sua idea di nuova Europa, 3 elementi: libertà, democrazia e stato di diritto.manfred-weber-und-angela

Favorevole al dialogo fra i leader europei, rientrano tra le sue priorità: la sicurezza, lo stop all’immigrazione illegale e un maggiore e più spinto liberismo in campo economico. Anche se ad oggi non è ancora disponibile un vero e proprio programma ufficiale, una cosa è certa: il PPE è alla ricerca di una conferma e soprattutto di un rilancio.

Secondo un recente sondaggio di Poll of polls (aggiornato al 28/01/2019) , il PPE (rispetto alle scorse elezioni del 2014) perderebbe 37 seggi in Parlamento e potrebbe non più bastare avere Antonio Tajani come Presidente dell’assise europea per far sentire il suo peso. Seppur il gap con l’ALDE di Guy Verhofstadt rimane ancora ampio (184 vs 94), la differenza si assottiglia in favore anche dell’ internazionale sovranista (capitanata da Matteo Salvini e Marine Le Pen).

polls of eu

Tra le alternative ora sul tavolo di Weber, una difficile convivenza e alleanza con i sovranisti per spostare definitivamente gli equilibri dell’Europa verso destra.

Un panorama politico europeo così in continua evoluzione impone all’attuale partito di maggioranza del Parlamento, il PPE, l’elaborazione e la definizione di una strategia chiara che gli permetterebbe di continuare la sua lunga tradizione di partito centrale e decisivo dell’Unione.