Giochi con le frontiere (parte II)

Quale dimensione e quali regole ci sono in EU per il contrasto al gambling (gioco d’azzardo)? Nel precedente articolo, avevamo approfondito le regole europee con un focus particolare su Francia, Spagna, Germania. Oggi analizziamo la situazione in Italia, Regno Unito e Malta. Ringraziamo ancora Giampiero Moncada per la ricerca e approfondimento in esclusiva per Uè 😉

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ITALIA: Over regulation

Solo in Italia esiste un sistema di controllo capillare su tutte le attività di gioco attraverso un collegamento telematico. Dalle slot alle scommesse e perfino ai Gratta e Vinci, tutte le giocate, così come le vincite riscosse, vengono monitorate dalla Sogei, società informatica del ministero delle Finanze. La stessa che gestisce i nostri codici fiscali e le nostre dichiarazioni dei redditi.VETRINA_512x444_Miliardario

In pratica, quando un giocatore mette una moneta in una slot machine o punta qualche euro sul risultato di una partita, quella informazione viene trasmessa in tempo reale, o in differita di qualche ora (come nel caso delle macchinette dei bar) ai server della Sogei. La stessa cosa avviene ogni volta che viene pagata una vincita. Perfino le cartoline del “gratta e vinci” vengono verificate attraverso un terminale che, oltre a confermare che si tratta di un tagliando vincente, registra che la relativa vincita è stata riscossa.

Ecco perché all’estero il sistema italiano lo definiscono “over regulated”, eccessivamente regolamentato.

In tutto il resto del mondo, invece, un sistema del genere non esiste. E per questo non si può sapere a quanto ammonta la cosiddetta “raccolta”, che sarebbe la cifra complessiva che i giocatori puntano; ma si conosce solo la spesa, ovvero i soldi che complessivamente i giocatori perdono.

A differenza della quasi totalità dei Paesi esteri, l’Italia ha un regime di concessioni, e non di licenze. Il gioco, cioè, è di esclusiva competenza dello Stato. Che opera, però, attraverso società private alle quali assegna delle concessioni che sono a numero chiuso e di durata limitata.

Il fenomeno del gioco di massa, in Italia, è iniziato nel 1999; quando alle varie schedine del Totocalcio e del Totip, si decise di affiancare le scommesse sportive. La possibilità, cioè, di puntare sulla vittoria di una singola squadra o su combinazioni di vario tipo, a seconda della fantasia del bookmaker. La gestione di questo nuovo settore è stata poi affidata ai Monopoli: Aams, Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, oggi incorporata nell’Agenzia delle dogane che quindi si chiama: Adm, Agenzia dogane e monopoli.

Nel corso degli anni sono stati introdotti, progressivamente, tutti gli altri giochi, sempre gestiti dai Monopoli; dalle slot machine alle lotterie istantanee (i cosiddetti gratta & vinci) al gioco on line.

Per giocare dal pc o dallo smarpthone, è necessario presentare dei documenti d’identità per aprire un “conto gioco” presso un operatore on line con concessione italiana. Si tratta di un deposito che si alimenta con un qualsiasi sistema di pagamento a distanza, quindi una carta di credito, e sul quale vengono anche accreditate le somme delle vincite. L’operatore di gioco e la Sogei, quindi, non solo tengono sotto controllo tutta l’attività in tempo reale, ma conoscono anche nome e cognome di chi effettua ogni singola giocata o riscuote ogni singola vincita.

I siti di gioco che operano dall’estero e non hanno la concessione dei Monopoli sono considerati illegali. Ma non possono, ovviamente, essere chiusi dalle autorità italiane perché i loro server si trovano fuori dai confini nazionali. Vengono, però, “oscurati”: i provider impediscono di raggiungerli a chi si collega dall’Italia. Naturalmente, dietro ordine delle autorità che aggiornano periodicamente l’elenco di questi siti.

 

REGNO UNITO:

È stato il mercato del gioco più grande di tutta l’Europa, soprattutto per la grande tradizione di scommesse e, più di recente, per il gioco on line. Dati recenti assegnano questo primato all’Italia, con i suoi 90 miliardi circa di raccolta (il totale delle puntate) ma i raffronti sono difficili proprio perché gli altri Paesi non hanno i sistemi di controllo che esistono in Italia.

L’authority del gioco nel Regno Unito è la Gambling Commission. Che, a differenza della nostra Adm (Agenzia dogane e monopoli) si occupa del rispetto delle norme a difesa del giocatore ma non si occupa degli aspetti fiscali.

Tutti i giochi sono gestiti da società private, che devono richiedere una licenza concessa dalla Gambling commission. La lotteria nazionale è, invece, gestita da un monopolista, la Camelot.uk-gambling-commission-logo

Per il gioco on line, solo dal 2015 è prevista una licenza che consente di offrire gioco ai residenti in Uk e impone di utilizzare solo software certificati dalla Gambling commission. Fino ad allora, i residenti nel territorio del Regno Unito potevano giocare su qualunque sito di gioco volessero; e difatti hanno rappresentato il mercato più appetibile per la maggior parte degli operatori di mezzo mondo.  A differenza dell’Italia, i siti privi di licenza non vengono oscurati ma, più semplicemente, non possono pubblicizzarsi sui media britannici. Alcuni dubbi giuridici riguardano i territori autonomi che rientrano nella giurisdizione della Corona britannica, come Gibilterra. E sono in corso alcuni contenziosi giudiziari per stabilire se devono applicare le regole britanniche sul proprio territorio.

Con la Brexit, molte compagnie stanno programmando di lasciare il Regno unito per spostarsi in un Paese dell’Unione, come Malta, che consente loro dei riconoscimenti in alcune aree dell’Unione.

MALTA:

Di Malta si parla molto perché è diventata il Paese dell’Ue che ospita il maggior numero di operatori di gambling. Si tratta, più che altro, di gioco on line, dato che a Malta è stata creata la prima normativa di regolamentazione del gioco on line, già nel 2002. A luglio 2018 è entrata in vigore una nuova legge che ha semplificato il sistema delle licenze e aumentato le competenze dell’authority, che può così intervenire in modo più tempestivo quando rileva comportamenti illeciti da parte di un operatore di gioco.malta-gaming-authority-report

A regolamentare il gioco è la Mga, Malta gaming authority, che con la nuova legge può anche comminare sanzioni agli operatori che commettono delle irregolarità. Il suo ruolo è di controllo del gioco a tutela del giocatore. Per questo ha la possibilità di bloccare i depositi dei conti gioco nel caso in cui a un operatore venga sospesa la licenza, in attesa di definire la sua posizione, per poi restituirli ai giocatori nel caso che all’operatore venga ritirata la licenza.

Oltre al gioco on line, la Mga controlla anche il gioco fisico, in gergo chiamato “land based”. Nonostante il territorio sia molto piccolo, ma sono presenti ben quattro casinò, sale giochi con slot machine, ricevitorie del lotto e agenzie di scommesse.

Le licenze di Mga non riguardano solo gli operatori che si rivolgono al consumatore finale ma anche i fornitori. Quindi, una società che da Malta vuole offrire, per esempio, scommesse on line o casinò on line, potrà utilizzare le piattaforme informatiche e i servizi di fornitori che, a loro volta, sono in possesso di licenza della Mga.

Gli operatori che hanno una licenza della Mga rivendicano la validità di quel titolo anche nel resto dell’Ue, basandosi sui principi della libertà d’impresa e della libera circolazione di beni e servizi. Ma naturalmente questo non può essere vero per i Paesi regolamentati, ovvero che hanno una normativa propria e che rilasciano delle proprie licenze (o concessioni, come nel caso dell’Italia). Fino a qualche tempo fa, questa licenza dava accesso al mercato britannico, considerato il più appetibile, ma dal 2015 anche nel Regno Unito si può operare legittimamente solo se si è in possesso di una licenza rilasciata dalla locale Gambling commission.

I vantaggi di una sede a Malta, in realtà, sembrano essere di natura diversa. La presenza di tanti operatori dello stesso settore ha creato un mercato dei servizi e del lavoro che, alla fine, crea vantaggi per tutti. Ci sono studi legali specializzati nel gambling, fornitori di piattaforme informatiche per il gambling e, naturalmente, molti lavoratori con esperienza nel settore. Al momento, però, continua a esserci uno squilibrio: ci sono più posti disponibili di quanti sono i lavoratori interessati.

Molte le accuse, soprattutto da parte della stampa e delle autorità italiane, che vorrebbero Malta una sorta di paradiso fiscale e di rifugio per malavitosi. Le autorità maltesi replicano da sempre con la disponibilità a collaborare con le autorità di polizia e con i numerosi interventi sugli operatori, anche italiani, che erano oggetto di indagini e sono stati per questo sospesi anche definitivamente. In ogni caso, le attività di gioco e, soprattutto, finanziarie che si svolgono a Malta sono sottoposte alla vigilanza delle autorità europee, al pari di qualunque altro Paese dell’Unione.

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