Schengen: il diritto di movimento compie 23 anni

Ventitré anni fa entrò in vigore il Trattato di Schengen. Molti di voi sapranno di cosa si tratta, altri forse no, ma quel momento segnò il primo passo verso quegli Stati Uniti d’Europa che ancora oggi noi Millennials immaginiamo e sogniamo.

In un momento storico in cui, sia a livello europeo che a livello nazionale, è sempre maggiore la spinta all’autonomia e agli egoismi, la nostra generazione deve invece pian piano portare avanti un’idea di maggiore condivisione di politiche e competenze, perché il sogno di un’Europa federale non può essere lasciato ai libri di storia. Ed è per questo che è importante ricordare questa ricorrenza e festeggiare il Trattato di Schengen: perché oggi per la nostra generazione viaggiare senza problemi da uno Stato all’altro rappresenta la normalità, eppure una volta non era così. Fino al 26 marzo 1995, infatti, solo le merci potevano circolare liberamente all’interno dello spazio economico europeo, mentre le persone erano soggette a ferrei controlli.

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Certo, i passi da compiere verso una vera e propria Europa Federale sono ancora molti, ma noi Millennials, che ci sentiamo prima di tutto cittadini europei, da tempo ci impegniamo su questo fronte.

In occasione della conferenza programmatica del Partito Democratico, infatti, abbiamo presentato 10 proposte da inserire nel programma del partito e di Governo, e tra queste c’è “Europa: la nostra casa”.

L’Europa non può essere affrontata solo come luogo di negoziazione per questioni relative alla spesa pubblica dell’Italia, piuttosto che al controllo dei conti o alle regole che riguardano settori o prodotti. L’Europa non può essere unicamente il luogo delle regole. Noi Millennials dobbiamo e vogliamo farci carico di portare avanti il sogno di Spinelli: gli Stati Uniti d’Europa.

Le fasi da affrontare, i passi da percorrere sono tanti, ma noi crediamo che ne esistano alcuni semplici e immediati che faciliterebbero la strada verso un’Unione Federale:

  •  Cartelli e regole stradali uguali a livello europeo per far sì che tutti i cittadini dell’Unione rispettino le stesse regole e sappiano sempre come comportarsi alla guida di un mezzo;
  • Più sedi istituzionali europee in ogni grande città dell’Unione per rafforzare l’immagine dell’Europa nei cittadini;
  • Un metodo scolastico che si basi sugli stessi princìpi e che richieda uguali standard di orario, per far sì che non si verifichino più casi come nel Nord Europa, in cui le ore giornaliere di scuola sono 4 contro una media in Italia di 6/8 ore;
  • L’Unione fiscale europea.

Queste sono senza dubbio piccole proposte in confronto ai grandi passi che ancora ci sono da compiere verso gli Stati Uniti d’Europa. Ma noi Millennials non ci arrendiamo, non possiamo arrenderci. Siamo cittadini europei e faremo di tutto per costruire insieme l’Europa che sogniamo.

A cura dei Millennials