Agenda europea sulla migrazione: obiettivi raggiunti e tappe future

Il 14 marzo scorso, la Commissione europea ha riferito sullo stato di avanzamento dell’Agenda europea sulla migrazione, rimarcando i punti fondamentali indicati nella tabella di marcia della Commissione di dicembre 2017 e ponendo le basi per il raggiungimento di un accordo su scala globale in materia di migrazione entro giugno 2018.

Il quadro generale emerso dall’Agenda europea parla di una confermata diminuzione degli arrivi irregolari durante tutto il 2017 e nei primi mesi del 2018, un obiettivo avvalorato dalle parole del primo Vicepresidente della Commissione europea Timmermans, che ha anche sottolineato l’importanza di proseguire lungo la strada della cooperazione e di un maggiore impegno per migliorare i risultati conseguiti: “La relazione odierna fa il punto dei progressi compiuti dal novembre scorso, dovuti al nostro forte impegno comune per gestire la migrazione in modo globale. Dobbiamo mantenere questo slancio e lavorare a fondo per compiere ulteriori passi avanti, anche trovando un accordo sulla riforma del sistema di asilo. Alcune di queste azioni sono molto urgenti, ad esempio il mantenimento degli impegni assunti dagli Stati membri quanto ai loro contributi finanziari. La gestione della migrazione rimane una priorità elevata per i nostri cittadini e la realizzeremo soltanto grazie a un impegno realmente globale e collettivo.”

All’interno dell’Agenda europea sulla migrazione, quattro sono i punti sostanziali che descrivono la linea d’azione dell’Unione per implementare una politica migratoria efficace: salvare vite umane e affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio, rafforzare la gestione delle frontiere esterne, realizzare gli obiettivi in materia di rimpatrio e ammissione e dare un nuovo slancio alle politiche di reinsediamento.

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Per quanto riguarda il primo punto, i dati parlano di oltre 285.000 migranti soccorsi da operazioni europee nel Mediterraneo nel 2016 nonché di 2.000 salvati nel deserto dopo essere stati abbandonati dai trafficanti. La task force congiunta Unione Africana – Unione europea – Nazioni Unite istituita nel 2015 continua in particolare nella propria missione di salvataggio di vite umane e di smantellamento delle reti del traffico e della tratta, grazie anche al meccanismo di transito di emergenza UNHCR. L’operato della task force congiunta è stato rimarcato anche dall’Alto Rappresentante e Vicepresidente della Commissione europea Federica Mogherini: “La strategia che abbiamo messo in atto per gestire la migrazione in partenariato con i paesi chiave, le organizzazioni delle Nazioni Unite e l’Unione africana sta dando risultati. Grazie alla task force congiunta UA-EU-UN, più di 15.000 persone hanno potuto fare ritorno nelle proprie case e iniziare una nuova vita, ed è stato possibile evacuare oltre 1.300 rifugiati dalla Libia. La cooperazione e la condivisione delle responsabilità sono essenziali per affrontare efficacemente questa sfida di portata global.”

Mogherini, nessuna operazione di terra in Libia

Alla task force congiunta si aggiunge poi il Fondo Fiduciario dell’Ue per l’Africa, che con uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro si prepone di affrontare le cause profonde dei movimenti migratori e fornire protezione ai migranti, e la dichiarazione Ue – Turchia, che ha registrato una riduzione del 97% di arrivi irregolari e pericolosi da quando è entrata in vigore.

In merito al secondo punto, l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera sta attualmente sostenendo le guardie di frontiera nazionali con 1.350 esperti inviati lungo tutte le rotte migratorie. Il progetto rientra nell’ambito della strategia di gestione europea integrata delle frontiere.

Contestualmente agli obiettivi di rimpatrio e ammissione, la Commissione europea ha proposto un nuovo meccanismo che prevede condizioni più severe per il trattamento dei visti. Presentando questo nuovo piano, il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Avramopoulos ha dichiarato: “Ogni anno milioni di viaggiatori visitano l’UE, alimentando la nostra industria dei viaggi e del turismo. Le riforme che proponiamo oggi permetteranno ai viaggiatori in regola di ottenere un visto più facilmente e più rapidamente, e al contempo potenzieranno le norme in materia di sicurezza affinché possiamo individuare e fermare con maggiore efficacia coloro che non sono in regola. Grazie alle nuove regole, inoltre, la nostra politica comune dei visti contribuirà a migliorare la nostra cooperazione con i paesi terzi per il rimpatrio dei migranti in posizione irregolare“. Gli obiettivi sono introdurre procedure più semplici, veloci, sicure e flessibili favorendo la cooperazione tra Stati membri in tema di rimpatrio e riammissione nonché rafforzare le verifiche di sicurezza nella concessione e controllo dei visti.

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Essendo poi il processo di riallocazione dei migranti positivamente concluso, l’obiettivo dell’UE è quello di procedere a un rinnovamento delle politiche di reinsediamento adottate nel luglio 2015 destinate a 50.000 rifugiati (19 Stati membri si sono impegnati finora per quasi 40.000 posti).

Guardando al futuro, l’ampia gamma di azioni svolte dall’Ue nell’ambito della sua politica in materia di migrazione dovranno continuare. Questo richiede adeguati finanziamenti che dovrebbero combinare un aumento dei contributi del bilancio dell’Ue e un rafforzato sostegno da parte degli Stati membri relativamente a tutti i 4 temi evidenziati.