Non solo eurocrati

Da Marzo a Luglio 2017 ho vissuto a Bruxelles, dove ho lavorato come stagista presso il Segretariato Generale del Parlamento Europeo. Sono stato selezionato nell’ambito del programma Robert Schuman, un tirocinio istituzionale per neolaureati intitolato ad uno dei Padri dell’Unione europea.

Ammetto che all’inizio ero un po’ scettico sull’ambiente che avrei trovato. Così come tanti altri giovani, ho sempre avvertito le Istituzioni europee come delle entità burocratiche a sé stanti, lontane dalla dimensione degli Stati nazionali.

Eppure, una volta arrivato ho percepito un luogo molto positivo, aperto, umano e ovviamente internazionale, lontano da ciò che i media amano venderci ogni giorno. Bruxelles non significa solo disavanzo, debito pubblico e spread; è, più che altro, una realtà fatta di migliaia di lavoratori che credono fortemente nel progetto europeo, che mettono le loro vite al servizio di questa nostra grande comunità. L’idea di lavorare fianco a fianco dei cittadini di 28 Paesi, è qualcosa di sensazionale, un’esperienza forse unica in tutto il mondo. E la forza del Parlamento europeo sta proprio nel far lavorare insieme individui con sensibilità diverse che risolvono i problemi partendo da un’identità comune.

In pochi giorni ho avuto la possibilità di conoscere persone estremamente brillanti, ragazze e ragazzi della nostra età che parlano 4 o 5 lingue con i quali condivido il sogno di vedere l’Europa finalmente unita, un giorno. Probabilmente la stessa convinzione che il Presidente Carlo Azeglio Ciampi aveva quando si trovava a Bonn durante il suo soggiorno di studio con i giovani di altre università, prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale. Non dobbiamo mai dimenticare infatti che l’Europa, più di tutto, significa Pace. Lo spirito europeista è la garanzia della nostra sicurezza perché i valori che ci legano sono il più grande antidoto che abbiamo contro i populismi e i nazionalismi.

Europeismo non significa solo riporre la nostra fiducia nella stessa moneta o nel Mercato unico, ma credere nelle Istituzioni europee e nel progetto di creazione di valori comuni che ci uniscano rispetto alle sfide mondiali che abbiamo davanti: l’immigrazione, l’innovazione, il lavoro, il welfare state.

Ovviamente in un’Istituzione importante e complessa come il Parlamento europeo, ci sono anche alcuni burocrati pragmatici e realisti, funzionari più interessati alla costruzione di entità economiche sovranazionali e autonome, piuttosto che alla realizzazione di una grande repubblica federale democratica. Tuttavia, i cosiddetti eurocrati sono soltanto una minoranza dei colletti bianchi parlamentari, gran parte dei dirigenti sono infatti consapevoli che il lavoro del il Parlamento ha un rapporto di interdipendenza rispetto all’opinione pubblica; a partire dal Segretario Generale Klaus Welle, il quale sta convintamente portando avanti un ammodernamento della macchina amministrativa attraverso il consolidamento di ben 12 dipartimenti generali. Questa visione del Parlamento europeo va nella direzione di costituire un organismo che è non solo al servizio della politica, bensì rivolto soprattutto ai cittadini comunitari, attraverso la promozione di progetti sociali, analisi economiche, condivisione delle ricerche: una grande piattaforma pubblica che segue il modello Congresso statunitense.

La sfida degli Stati Uniti d’Europa è oggi più attuale che mai, e la chiave di volta su cui dovremmo puntare è proprio la costruzione di un Parlamento europeo sempre più forte e democratico. Infatti, nella triade Commissione – Consiglio – Parlamento, quest’ultimo è l’organo più indicato per favorire le iniziative civiche e trainare il percorso delle riforme federali. La Brexit è arrivata a Place du Luxembourg come un fulmine a ciel sereno; i molti “agenti temporanei” che lavorano a Bruxelles sono amareggiati perché sanno che dovranno presto lasciare le istituzioni europee, ma questo ci ha fatto finalmente aprire gli occhi sull’importanza del consenso dell’opinione pubblica rispetto al progetto europeo.

La scelta ora sta a noi e a quanti avranno la convinzione di essere ambasciatori dei valori europeisti nei Paesi UE.