EMA2Milano: si riaccende la discussione

Con una lunga nota apparsa ieri (29/01/2018) sul sito web dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) firmata dal Direttore Generale, prof. Guido Rasi, si riapre la discussione politica sul trasferimento da Londra della più importante e grande agenzia dell’Unione europea a seguito di Brexit.

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Nella seduta del Consiglio di Affari Generali dell’Unione del 20 novembre scorso, dopo 2 votazioni che avevano visto prevalere Amsterdam, Milano e Copenaghen sulle tante città in lizza, era stata la sorte a premiare la città olandese, invece dell’Italia, decidendo così il destino degli oltre 800 dipendenti (e famiglie) e dell’indotto milionario collegato alla “relocation” dell’EMA. Non poche furono le polemiche: non solo per l’evidente spaccatura tra gli Stati membri ma anche per qualche “tradimento” eccellente (ad es. noto il voto della Spagna contro Milano) e soprattutto per il metodo (quello del sorteggio) alla terza votazione.

Sebbene Amsterdam abbia vinto alla “monetina” (o alle buste), la proposta del Governo olandese era di alto livello per offerta economica, per servizi sociali ai dipendenti e alle loro famiglie e per mobilità. Tuttavia, la sede indicata rimaneva un punto non particolarmente chiaro o comunque non all’altezza delle aspettative e delle indicazioni dell’Agenzia. Infatti, nel dossier di candidatura della città olandese era indicata una soluzione temporanea prima che fosse terminato il nuovo edificio costruito ad hoc per ospitare l’EMA. Ed è proprio sul “doppio trasferimento” e sui ritardi di costruzione del nuovo edificio (che per ironia della sorte si chiama Vivaldi Building) che i parlamentari italiani a Bruxelles, on. Patrizia Toia (PD) ed Elisabetta Gardini (FI), avevano firmato un’interrogazione congiunta in Commissione europea e Consiglio, per riconsiderare l’assegnazione ad Amsterdam.

 “Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse. Prolungherà la pianificazione delle attività di continuità delle operazioni (business continuity), il che significa che ci vorrà più tempo per tornare alle normali operazioni, dove possiamo svolgere di nuovo importanti attività di salute pubblica” scrive Rasi nella nota di ieri. Da novembre, la task force EMA e il Governo olandese hanno avuto ampie discussioni sulla selezione di un edificio temporaneo che ospiterà l’Agenzia prima della conclusione dei lavori del nuovo “Vivaldi Building” prevista per il 2020 (precedentemente la fine era stata fissata a metà 2019). Gli edifici proposti non erano pienamente adatti allo scopo e, pertanto, il Governo olandese ha dovuto trovare un’altra opzione che secondo EMA non è una soluzione ottimale. Solo la metà dello spazio rispetto alla sede attuale a Londra e l’utilizzo di strutture esterne per le tante riunioni dei comitati scientifici.

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È di queste ore la notizia che il Governo italiano, tra i suoi ultimi atti prima della chiusura delle attività in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, adirà alla Corte Ue con proprio procedimento. Anche il comune di Milano si sta muovendo in questa direzione per l’evidente danno alla città. Tante le reazioni bipartisan : dal sindaco Sala al governatore Maroni, dalla sen. De Biase (PD) all’on. Mariastella Gelmini (FI). “EMA a Milano nell’interesse di tutti, e per riuscirci il primo errore da evitare è farne un tema da campagna elettorale” dichiara l’on. milanese Lia Quartapelle, che ha coordinato l’intergruppo parlamentare a sostegno della candidatura di Milano.

Una partita che si giocherà ancora tutta a Bruxelles: questa volta a porte aperte, tra la politica (Stati membri, Parlamento, Commissione e Consiglio) e la giurisprudenza europea (Corte di giustizia UE).

E, soprattutto, senza la “monetina”!


Per saperne di più:

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