L’Italia è troppo inquinata, a rischio la nostra salute

La Commissione europea, il giorno 26 Aprile, ha emesso l’ultimo avvertimento all’Italia riguardo al suo eccesso di emissioni di polveri sottili prima dell’avvio di una formale 15649802107_ffe0600a40_bprocedura di infrazione, portata avanti dalla Corte di giustizia dell’UE. La normativa Ue concernente la qualità dell’aria e dell’ambiente, infatti, impone, tra altre misure, un limite massimo all’esposizione dei cittadini degli Stati Membri a questo tipo di particolato, sia giornaliero che annuale.

L’Italia ha oltrepassato i livelli tollerati di emissioni giornalieri, in 30 zone del suo territorio, e quelli annuali, in 9 zone, ed è stata già richiamata dalla Commissione, tramite una lettera di costituzione in mora, nel giugno 2016, dopo una precedente sentenza della Corte di giustizia dell’UE, nel 2012.

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L’avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).

Ma le misure legislative e amministrative adottate non sono risultate sufficienti a risolvere il problema e l’Italia dovrà attivarsi nuovamente in questa direzione entro due mesi.

A trovarsi in questa situazione, tuttavia, l’Italia non è sola, in quanto la Commissione ha avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 nei confronti di 16 Stati Membri, ed in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell’Unione Europea.

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La Commissione ha inoltre intrapreso un’azione legale riguardante il biossido di azoto (NO2) nei confronti di 12 Stati Membri, attualmente oggetto di procedure di infrazione. Il livello di emissioni inquinanti non riguarda solamente la qualità dell’aria ma soprattutto la salute pubblica. L’Italia, infatti, con oltre 66 mila morti premature all’anno dovute all’inquinamento da polveri sottili, è lo Stato più colpito dalla mortalità legata al particolato.

Poiché l’inquinamento da PM10 è prevalentemente causato da emissioni legate al consumo di energia elettrica, al riscaldamento, ai trasporti, all’industria e all’agricoltura, sarà probabilmente possibile verificare l’introduzione di nuove misure in questi settori in tempi brevi.