L’Europa in movimento

La Commissione si muove per una mobilità pulita, connessa e competitiva


Nonostante le trasformazioni tecnologiche, il settore della mobilità ha un impressionante peso sulla vita quotidiana dei cittadini europei: 11 milioni di individui sono direttamente coinvolti in attività lavorative che li vedono impegnati nel trasporto di beni materiali all’interno dei confini del vecchio continente.

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Proprio per questo motivo, la Commissione Juncker ha deciso di mettere in cantiere un’importante sfida diretta a declinare il settore del trasporto in una versione più green.

“Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un’occasione unica per “reinventare la ruota”. Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista”, così il Vicepresidente per l’Unione dell’energia Maroš Šefčovič.

L’idea è, quindi, di utilizzare le trasformazioni tecnologiche, sociali ed economiche, che hanno coinvolto questo settore, per raggiungere un livello qualitativo degli spostamenti di merci tale da causare meno emissioni di CO2 e da rendere il traffico più sicuro. Il progetto, tuttavia, prevede anche delle agevolazioni per gli operatori del settore: pedaggi più equi, meno oneri burocratici, lotta al lavoro nero, condizioni e tempi di riposo adeguati. Queste sono le proposte racchiuse ne “l’Europa in movimento”, iniziativa della Commissione europea diretta a concretizzare ciò che il Presidente Juncker aveva anticipato nella sua Agenda 2020: “mobilità green, intelligente, socialmente equa e competitiva”.

Il neonato progetto europeo gravita, principalmente, intorno al trasporto su gomma; questa branca del settore coinvolge circa 5 milioni di operatori ed è responsabile di circa un quinto di tutte le emissioni di CO2 in Europa. Proprio per questi motivi sono previste 8 iniziative finalizzate, nel breve termine, a migliorare sia il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada sia le condizioni socioeconomiche degli addetti al settore (lotta alle pratiche occupazionali illecite e applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo).

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Dal lato dell’ambiente, invece, le suddette proposte saranno integrate, nel corso dei prossimi 12 mesi, da altre iniziative indirizzate a stimolare l’innovazione nel campo della ricerca green e, quindi, anche nel settore industriale della mobilità. Ci si aspetta, di conseguenza, oltre ad un miglioramento della qualità della vita dovuto alla riduzione delle emissioni CO2, un aumento dell’offerta di attrezzature, macchinari e veicoli pesanti interconnessi e automatizzati che coronino gli sforzi del programma “l’Europa in movimento”.

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: “L’UE ha l’opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura”.