Green Week europea: più sostenibilità e green cities

L’Unione europea è da sempre particolarmente attiva sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici: l’ambizioso obiettivo comunitario, da raggiungere entro il 2050, è quello di tagliare dell’80% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990.

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Ma il processo di transizione verso un’economia caratterizzata da bassi livelli di emissioni inquinanti non è un compito facile. C’è bisogno di investimenti consistenti in nuove tecnologie sostenibili, accompagnati da interventi di formazione professionale. Per sviluppare una maggiore sensibilità dei cittadini verso queste tematiche e per metterli al corrente delle opportunità che questo processo di transizione offre, l’Unione europea organizza ogni anno, la Settimana verde. L’evento, che quest’anno si è tenuto dal 29 maggio al 2 giugno, ha avuto come tema i “lavori verdi”, cioè connessi con le nuove tecnologie a basso impatto ambientale. I posti di lavoro in questo settore sono cresciuti del 20% dal 2000 e impiegano oggi 4,2 milioni di addetti. Ma è importante sapere che i lavori verdi non sono dominio esclusivo dei settori specificamente eco-sostenibili. Tutti i comparti industriali stanno infatti investendo in maniera consistente in tecnologie per aumentare l’efficienza nell’utilizzo di materie prime e di energia, perché questo consente loro di risparmiare attraverso un minore impiego di risorse nei processi produttivi.

Durante la Settimana verde è stato anche assegnato il premio di Capitale verde europea 2019, vinto da Oslo. Alla città norvegese sono stati riconosciuti gli sforzi per migliorare la qualità dell’ambiente urbano, dimostrando un forte impegno nel ridurre le emissioni di european_green_capitalgas inquinanti, anche attraverso la riduzione del traffico veicolare. Visto che più di due terzi dei cittadini europei vivono in città, la Commissione ritiene fondamentale incentivare le città europee che si impegnano maggiormente sul fronte ambientale. Fra le metropoli che negli ultimi anni hanno vinto questo riconoscimento, ricordiamo Lubiana per l’edizione 2016, la prima capitale europea a eliminare quasi totalmente la produzione di rifiuti grazie a dei processi di riciclaggio che permettono di trasformare e riutilizzare integralmente tutti gli scarti. La città di Essen in Germania, vincitrice per l’anno 2017, è riuscita invece a superare il suo passato industriale costruendo dei corridoi verdi all’interno della città, con lo scopo di proteggere e far prosperare la biodiversità.

E le città italiane? Anche se è difficile fare dei confronti accurati a causa delle peculiarità individuali, alcune città italiane stanno prendendo sempre più seriamente la questione ambientale.  A Milano, per esempio, grossi passi in avanti sono stati fatti da quando nel 2008 il Telegraph la definiva “la capitale europea dell’inquinamento”. L’introduzione di Ecopass, poi di Area C e l’ampliamento della metropolitana hanno permesso di ridurre il traffico veicolare in città. Con l’attuazione del Piano urbano dellabikemi-bicicletta Mobilità sostenibile, si dovrebbe procedere in questa direzione, incentivando la mobilità pedonale e ciclabile tramite investimenti infrastrutturali. L’accordo sugli scali ferroviari promette inoltre la creazione di nuovi spazi verdi in area urbana. Anche se il divario con le città europee più virtuose rimane, la speranza di molti cittadini è che un giorno anche le città italiane diventino dei centri d’eccellenza per la sostenibilità ambientale.