Unione Europea e Stati Membri insieme per l’Ambiente e la Sostenibilità

Desideri infiniti e risorse limitate: l’eterno dilemma che affligge gli uomini. Tuttavia, lo spreco di risorse che è in corso da secoli sta portando problemi ambientali importanti. Alcuni Paesi già implementano misure di risposta per recuperare o limitare il danno ambientale, nonché politiche per promuovere uno stile di vita più sostenibile. Altri Paesi, invece, sembrano negare qualsiasi tipo di pericolo.

La tutela dell’ambiente può andare oltre i risvolti etici ed anche portare vantaggi economici. Ad esempio, la maggior parte dei servizi di condivisione, come il car sharing, consente di ridurre l’impatto ambientale e di limitare gli sprechi. Allo stesso tempo, tali servizi si sono rivelati molto redditizi; infatti, continuano a diffondersi, crescono nel tempo e sono diventati un elemento cruciale nello sviluppo del modello delle smart cities.

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L’Unione Europea tutela fermamente l’ambiente e promuove lo sviluppo sostenibile. L’EU Green Week 2017, celebrata dal 29 maggio al 2 giugno, su questo ha fornito messaggi inequivocabili: in primo luogo, l’importanza di discutere dell’impatto dell’uomo sull’ambiente; in secondo, la volontà di portare nuove idee su come ridurre i rifiuti, promuovere il riciclaggio, sostenere i posti di lavoro green e mantenere un guida a livello mondiale in questo campo.

La posizione dell’UE sul tema è definita dal “7th Environmental Action Programme” (Programma d’Azione sulla Tutela dell’Ambiente). Questo documento, in vigore fino al 2020, orienta le politiche ambientali dell’Unione Europea in tre direzioni: la protezione e la conservazione del capitale naturale; l’utilizzo di risorse in modo efficiente verso un’economia green e a basse emissioni di carbonio; la garanzia e la tutela della salute e del benessere dei cittadini europei. Ciò sarà realizzato attraverso differenti canali quali informazione, investimenti, attuazione della legislazione e ulteriori misure di integrazione.

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Considerate le direttive e le linee guida dell’UE sull’ambiente e sulla sostenibilità, gli Stati membri continuano a intraprendere iniziative a livello nazionale per affrontare le specifiche caratteristiche di ciascun Paese. Inoltre, la molteplicità di soluzioni alternative all’interno dell’UE permette di sperimentare diverse azioni tra le quali le più efficaci potrebbero essere successivamente ampliate all’intera Unione.

In Francia, nel mese di agosto 2015, il Parlamento ha approvato la legge per la transizione energetica e lo sviluppo verde. Questa definisce misure per ridurre le emissioni di CO2 e il consumo totale di energia; mira anche a sostituire la maggior parte del nucleare e dei carboni fossili, principali fonti di energia, con risorse rinnovabili. Sullalogo nŽgawatt association 2B stessa lunghezza d’onda, l’associazione francese négaWatt ha istituito un progetto per rendere la produzione energetica al 100% derivante dalle risorse rinnovabili entro il 2050, come riportato da Le Monde in un articolo del gennaio 2017. L’associazione afferma che i loro obiettivi sono realmente raggiungibili. Sono infatti disponibili molte risorse alternative (biomassa, energia solare, energia eolica) e gli sprechi possono essere ancora ulteriormente ridotti. Inoltre, lo scenario sostenibile che si propone supera il test costi-benefici, risultando conveniente in termini sociali ed economici. La probabilità di successo di questo progetto dipende in larga misura dal cambiamento della mentalità attuale in materia di ambiente e risorse; in particolare, il modo in cui la comunità pensa alla produzione e al consumo di energia.

Un altro aspetto ambientale sicuramente da considerare è quello relativo agli sprechi alimentari. La FAO riferisce che lo spreco alimentare è una delle cause principali delle spreco-alimentareemissioni di CO2 e dei cambiamenti climatici, che determina non solo la maggior parte delle perdite in tema ambientale, ma anche economico. Nel 2012 è stato presentato il sistema di condivisione alimentare tedesco, foodsharing.de, come risposta diretta a questo problema. Purtroppo, il cibo viene gettato via anche se è ancora buono e commestibile, come accade con gli eccessi di produzione, i prodotti che non piacciono o quelli che sono prossimi alla scadenza. La piattaforma di condivisione tedesca consente di donare il cibo e ridurre lo spreco alimentare. Ovviamente, il cibo è sempre condiviso sulla piattaforma e non può essere venduto. Il sito o l’applicazione vengono utilizzati per verificare se ci sono cestini di cibo nelle vicinanze, per controllare che cosa contengono, per scegliere cosa raccogliere o per indicare cosa donare. Per coloro che non hanno accesso a Internet, alcuni frigoriferi pubblici si trovano in luoghi dove le persone possono servirsi in modo anonimo. Questa iniziativa ha così aiutato molte persone in difficoltà. Inoltre ha aumentato la consapevolezza sulla questione dello spreco alimentare cercando di coinvolgere cittadini e imprese nello sfruttare il potenziale ecologico ed economico di questo sistema di condivisione.

Per quanto riguarda il nostro paese, l’Italia ha avviato la campagna di sensibilizzazione “CiRiesco“, la quale mira a promuovere un comportamento virtuoso tra cittadini, imprese e istituzioni, fornendo consigli su come risparmiare, condividere e utilizzare risorse in modo responsabile. Molti casi di buone pratiche attuate da soggetti privati e pubblici italiani sono riportate sul sito web di CiRiesco; riguardano diversi temi ambientali quali acqua, energia, aria, cibo e rifiuti. Questo progetto si basa sulla convinzione che un atteggiamento più sostenibile sia utile non solo per la natura e il nostro pianeta, ma anche per l’interesse individuale dei cittadini, il loro futuro e il futuro dei loro figli. Seguendo alcuni suggerimenti e imparando alcune buone pratiche, la campagna CiRiesco afferma che è possibile e facile sostenere una “crescita felice”.

Infine, vale la pena ricordare di non dare nulla per scontato. I cittadini dovrebbero interrogarsi sul valore dello sforzo per preservare l’ambiente e su quanto intendano contribuire ad uno sviluppo sostenibile, indipendentemente dalle ragioni (etiche o economiche) che guidano la loro azione. Nell’attuale scenario mondiale, mentre l’U.S.A. ha annunciato la sua volontà di ritirarsi dall’accordo sul clima di Parigi, l’UE si schiera con l’ambiente, confermando il suo impegno a promuovere una crescita sostenibile, bilanciando guadagni di breve termine con una prospettiva di lungo periodo.

Martina Possanzini*

European+Generation+esteso

*Associazione European Generation (www.europeangeneration.eu)