Innovazione nell’UE: passi in avanti, ma deve essere più omogenea

Il quadro di valutazione dell’innovazione recentemente pubblicato dalla Commissione europea sancisce che il rendimento innovativo dell’UE nello scorso anno ha continuato a crescere, ma i progressi osservati presentano alcune difformità a livello geografico.

Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione annuale fornisce una valutazione comparativa dei rendimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione dei paesi dell’UE e di alcuni paesi terzi. Uno strumento interattivo online consente di confrontare in modo personalizzato tali rendimenti.

L’edizione 2017 del quadro di valutazione si avvale di una metodologia perfezionata che coglie con maggior precisione gli investimenti nelle competenze, la preparazione digitale, l’imprenditorialità e i partenariati pubblico-privato in ambiti innovativi. Per ottenere un quadro cronologico del rendimento, tale nuova metodologia è stata applicata anche ai dati pregressi (cfr. grafico sotto). Il quadro di valutazione comprende anche indicazioni per migliorare il confronto e l’analisi delle differenze strutturali tra paesi e regioni.

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Classifica 2017 per paese in base al quadro europeo di valutazione dell’innovazione.
Asse Y: rendimento innovativo nel 2016 (colonne a colori), 2015 (trattini orizzontali) e 2010 (colonne grigie) rispetto alla media dell’UE nel 2010 – valore aggregato di 27 indicatori
Asse X: paesi dell’UE

Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione del 2017, pone l’attenzione su alcuni elementi in particolare. Nel complesso, il rendimento innovativo è migliorato in 15 Stati membri, sebbene esistano grandi differenze tra uno Stato e l’altro. La Svezia continua a essere leader dell’innovazione, mentre Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito, sono i paesi in cui l’innovazione registra l’espansione più celere. I leader dell’UE per settore specifico di innovazione sono: Danimarca: risorse umane e ambiente favorevole all’innovazione; Lussemburgo: sistemi di ricerca attrattivi e patrimonio intellettuale; Finlandia: finanziamenti e sostegno; Germania: investimenti delle imprese; Irlanda: innovazione nelle PMI e ripercussioni sull’occupazione; Belgio: reti e collaborazione nel campo dell’innovazione; Regno Unito: effetti sulle vendite. Il quadro regionale di valutazione dell’innovazione mostra che anche in paesi a innovazione moderata esistono poli innovativi regionali: Praga nella Repubblica ceca, Bratislava in Slovacchia e i Paesi baschi in Spagna. Successivamente, gli ambiti in cui il rendimento innovativo è progredito maggiormente sono le co-pubblicazioni internazionali, la diffusione della banda larga, il numero di laureati e dottorati di ricerca e la formazione nel campo delle TIC. Per quel che concerne gli investimenti in capitali di rischio e la quota di PMI che introducono innovazioni, essi sono in forte diminuzione. Nel corso dei prossimi due anni il rendimento innovativo, secondo le previsioni, dovrebbe aumentare del 2%.

Da un punto di vista globale l’UE sta recuperando terreno rispetto a Canada e Stati Uniti, ma Corea del Sud e Giappone si sono portati in testa. A livello internazionale la Cina mostra i progressi più rapidi. Infatti, l’industria dell’UE continua ad essere innovativa, ma è ancora in ritardo rispetto ai leader mondiali dell’innovazione. In tempi di globalizzazione e rapidi mutamenti tecnologici, l’innovazione è essenziale per la prosperità dell’economia europea e dei nostri cittadini. L’iniziativa start-up e scale-up e la nuova agenda per le competenze della Commissione contribuiranno a migliorare ulteriormente un ecosistema in cui l’innovazione prosperi.

Secondo Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, dal quadro di valutazione si evince che molto si può ancora fare per ottimizzare il rendimento dell’innovazione e della ricerca. In quest’ottica l’UE si sta preparando a sostenere gli innovatori di punta, grazie al nuovo Consiglio europeo per l’Innovazione nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione – Orizzonte 2020.


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