Aggiungere diritti è solo positivo

Intervista a Roberta Respinti dei Sentinelli di Milano


Colorati, creativi, sorridenti e ironici: ecco i Sentinelli di Milano, un gruppo informale di attivisti che da circa 3 anni, da Milano, difende la laicità dello Stato. Al Milano Pride parteciperanno con un loro carro. Abbiamo intervistato Roberta Respinti.

“Nati tra il serio e il faceto, sbocciati una calda domenica d’ottobre milanese”, si legge su facebook. I Sentinelli di Milano nascono per contrapposizione alle Sentinelle in Piedi o c’è dell’altro? Cosa vi ha spinto a far nascere un gruppo con tantissimo seguito? Come l’associazione gestisce questo entusiasmo e partecipazione?

Siamo nati per rispondere con un messaggio ironico alle “Sentinelle in Piedi”, che pensano di contrastare le unioni civili per difendere la famiglia “tradizionale” stando in piedi un’ora a leggere un libro. Abbiamo foto che documentano letture che spaziano tra manuali per elettrodomestici, Peppa Pig, e libri capovolti. L’ironia è la nostra cifra; ci fa ridere che queste persone, che si spacciano per cattolici, possano  pensare che concedere più diritti possa equivalere a togliere diritti alla famiglia tradizionale.

Pensiamo che aggiungere diritti possa solo essere positivo. Come noi, la pensano le tante persone dei vari gruppi LGBT e non solo, noi uniamo anche la comunità etero. L’entusiasmo della partecipazione dei Sentinelli è dovuta alla trasversalità delle persone coinvolte e degli argomenti trattati; ci occupiamo di diritti civili, non solo LGBT ma anche di femminismo, aborto, antifascismo, fine vita, diritto di cittadinanza.

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La Legge Cirinnà è un piccolo passo in avanti per le unioni civili in Italia, tra gli ultimi Paesi in Europa a riconoscere tale diritto. Tuttavia, la nostra società è ancora permeata da un’omofobia più o meno latente che impedisce ai giovani  LGBT di crescere in un ambiente accogliente e aperto. Quanta strada ancora dobbiamo fare in Italia per una società davvero libera per tutti?

La legge Cirinnà è solo una piccola conquista di cui non ci dobbiamo accontentare, vogliamo arrivare alla step-child adoption, parte importante che è stata stralciata dalla legge Cirinnà e che vogliamo presto riproporre al vaglio del parlamento, fino ad arrivare al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

I “Sentinelli della laicità”, ma anche antifascismo, antirazzismo, diritti civili, gli impegni dichiarati. In questi 3 anni tantissime le manifestazioni a sostegno della comunità LGBT in Italia e da ultimo contro le violazioni dei diritti umani in Cecenia. Che rapporti avete con la politica? Siete pronti a scendere in campo a difendere la laicità dello Stato?

Il nostro rapporto con la politica è quello di sostenere le leggi che potranno essere di sostegno ai diritti civili. Serve una legge che permetta di adottare da parte del coniuge il figlio dell’altro, cosa finora affidata alla coscienza dei magistrati in assenza di una vera legislatura. Serve una legge sul fine vita che tuteli chi desidera interrompere dolorosi percorsi di malattia. Serve altresì gridare a gran voce che le leggi esistenti sull’apologia di fascismo vengano rispettate, così come la legge sull’aborto, e sul rispetto dei diritti civili in genere. Non siamo un’associazione LGBT ma un movimento laico e antifascista, noi difendiamo la laicità dello Stato dalle nostre posizioni, sostenendo la politica che deve agire in nome e per conto dei propri elettori e noi siamo elettori, non intendiamo scendere in campo.