20 maggio senza muri: insieme per i migranti

Majorino: “Milano è una città che costruisce ponti, non muri”


Nessuno è illegale, vogliamo accogliere”. Questo il grido delle circa 200.000 persone a Barcellona che, il 18 febbraio scorso, hanno deciso di manifestare in piazza per rivendicare i diritti dei migranti ad un’accoglienza dignitosa. E hanno chiesto al governo guidato dal popolare Mariano Rajoi, che ha accolto solo 1.100 migranti dei 16.000 previsti dagli accordi europei, l’abbattimento delle frontiere.

WhatsApp Image 2017-05-12 at 13.17.26Come Barcellona” è stata l’idea proposta dall’assessore milanese alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, e subito accolta dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, in concerto con oltre 500 associazioni, che il 20 maggio hanno sfilato insieme in città in una mobilitazione dedicata ai temi dell’accoglienza e della solidarietà. “Milano deve scendere in cammino, raccontando se stessa: il suo multiculturalismo come valore costante e positivo”, così ha motivato l’assessore Majorino la scelta di promuovere la manifestazione a Milano, città che costruisce ponti e non muri.

All’appello hanno risposto in tantissimi: da Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, a Emma Bonino e da don Virginio Colmegna a Cecilia Strada, da Sergio Staino a Carlin Petrini, Carlo Feltrinelli e tanti altri, da ogni città. Un appello plurale, che è cresciuto ogni giorno di più in donne e uomini che si riconoscono uniti nella voglia di lottare contro ogni intolleranza e forma di razzismo. Tante adesioni che dimostrano come per costruire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà ci sia bisogno dell’impegno di più persone possibili. Superamento della legge Bossi – Fini, approvazione della legge di cittadinanza, modifica (o per alcuni abrogazione) delle recenti disposizioni normative in materia di accoglienza e sicurezza (legge Minniti – Orlando).

Sono queste alcune delle richieste dei manifestanti che hanno marciato il 20 maggio a Milano, città che ha aiutato oltre 120.000 rifugiati aiutati in 3 anni, di cui circa 3.500 richiedenti asilo. Al di là del colore politico e dell’appartenenza, i valori di solidarietà e dell’accoglienza hanno trovato tutti d’accordo.

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