INSCI’ (INclusione, Sicurezza, Civiltà): il modello Milano per l’accoglienza nei comuni dell’area metropolitana.

Un’accoglienza equilibrata, diffusa e sostenibile dei rifugiati” è l’intestazione del protocollo d’intesa sulla collocazione dei profughi voluto dal Prefetto Luciana Lamorgese, subito inviato ai 134 comuni della città metropolitana.

Dei 4.500 profughi assegnati all’Area Metropolitana, Milano da sola ne ospita 3.600: un disequilibrio totale che obbliga la Città Metropolitana di Milano, attraverso le parole del sindaco Sala, ad un “percorso condiviso”. All’appello per un’equa distribuzione dell’accoglienza ha risposto positivamente il sindaco Paolo Micheli (della lista civica criSegrate Nostra che guida l’amministrazione di centro sinistra). Segrate finora non aveva accolto profughi sul suo territorio. Ma presto la situazione cambierà. E c’è anche la firma del sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli (PD). La cittadina di 26.000 abitanti nell’hinterland, insieme al Comune di Milano, è stata finora la città più impegnata: da oltre due anni e mezzo, ospita tra i 450 e i 500 richiedenti asilo nell’hub gestito con la Croce Rossa.

A resistere però sono in tanti: oltre 80 i comuni della Città Metropolitana che di equa distribuzione non vogliono sentire parlare. Ad opporsi sono in buona parte i sindaci di centrodestra. Dal sindaco di San Giuliano Marco Segala (Fi) a Ettore Fusco (Lega) di Opera. Tre rifugiati ogni mille abitanti è la quota prevista dal Governo. Il protocollo contiene indicazioni per i sindaci al fine di “reperire unità abitative di soggetti pubblici o privati necessarie” con “idoneo contratto di locazione”. Verrà, inoltre, convocato un “tavolo di coordinamento per l’accoglienza diffusa” sostenuto da tecnici in grado di aiutare nei “percorsi informativi” i cittadini del luogo. Con l’obiettivo anche di “favorire momenti di incontro e scambio” fra popolazione e migranti. Un documento dettagliato pe10690036_10152728354852243_8664842960888526689_n_2r un’accoglienza dignitosa e distribuita equamente sul territorio milanese. “Sicurezza e inclusione sono due questioni troppo importanti, che vanno affrontate in modo serio” afferma Pietro Bussolati, segretario del Partito Democratico della Città Metropolitana di Milano. “Il 20 maggio alla marcia saremo in tanti del PD, proprio perché lavoriamo in questa direzione, con amministratori che ogni giorno promuovono l’accoglienza nel rispetto dei diritti e doveri di tutti. E perché crediamo nel valore dell’inclusione, come unica e giusta strada da percorrere”, continua il segretario.

INSCÌ”: inclusione, sicurezza, civiltà, questo il titolo della piattaforma lanciata dal PD Milanese per l’accoglienza nei comuni dell’area metropolitana. INSCÌ in milanese vuol dire così. Perché a Milano facciamo così: non vogliamo muri, non vogliamo paura. Siamo la città dell’accoglienza, in cui le persone vengono giudicate per quello che fanno e che propongono e non per la loro provenienza. Basta vedere i milanesi illustri al famedio: molti di loro non sono nati a Milano. La necessità di regole e di gestione del fenomeno migratorio non deve cedere alle paure xenofobe. La nostra città è stata resa grande soprattutto da chi è arrivato da fuori. Perché a Milano abbiamo sempre fatto così, anzi, inscì.