L’europeizzazione della legislazione penale

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è stata introdotta un’importante innovazione nel quadro dell’ordine giuridico europeo: la previsione di una competenza dell’Unione europea in materia penale. Se, da una parte, queste norme mettono in discussione i fondamenti su cui poggia il diritto penale nazionale, dall’altra parte un intervento penalistico a livello europeo, mediante la cooperazione giudiziaria, il coordinamento delle procure e la formulazione di fattispecie di reato, consente un’efficace lotta alla criminalità, che oggi assume sempre più una dimensione transnazionale.

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L’articolo 83 TFUE prevede una competenza penale dell’unione europea in due direzioni.
In primo luogo vi è la possibilità di “stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni”. Tali sfere di criminalità grave sono costituite dal terrorismo, la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento sessuale di donne e minori, il traffico illecito di stupefacenti o di armi, il riciclaggio di denaro, la corruzione, la contraffazione di mezzi di pagamento, la criminalità informatica e la criminalità organizzata. Inoltre è prevista la possibilità di individuare ulteriori sfere di criminalità con caratteristiche analoghe.
In secondo luogo, la competenza dell’unione europea può essere esercitata “allorché il riavvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri in materia penale si rivela indispensabile per garantire l’attuazione efficace di una politica dell’Unione europea in un settore che è stato oggetto di misure di armonizzazione”.

In queste ipotesi la competenza dell’Unione europea viene esercitata mediante direttive. La direttiva è un atto normativo che vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi. Di conseguenza è necessario un recepimento da parte dello Stato membro.

L’art. 83 TFUE pone numerosi problemi di compatibilità con l’ordinamento costituzionale italiano. Infatti l’articolo 25,2 della Costituzione prevede una riserva di legge in materia penale: solo il Parlamento, in quanto organo rappresentativo dei cittadini, può prevedere fattispecie penali e quindi limitazioni della sfera di libertà individuale dei singoli. Questa previsione dovrebbe escludere la prospettiva di una competenza dell’Unione europea in materia penale. Per tali motivi la dottrina discute della nascita di una nuova dimensione di legalità penale, la legalità europea. images
Il problema va oggi ridimensionato, dal momento che il tradizionale deficit di democraticità del Parlamento europeo – abilitato, mediante la procedura di codecisione, a produrre tali atti normativi in materia penale – è stato fortemente ridotto a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il quale prevede una maggiore valorizzazione del ruolo legislativo del Parlamento europeo, quale organo rappresentativo dei cittadini europei.

Competenze dell’unione europea in campo processuale penale

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L’art 82 TFUE prevede la cooperazione giudiziaria, fondata sul reciproco riconoscimento delle sentenze e delle decisioni giudiziarie. A tale scopo è previsto il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri mediante l’adozione di talune norme minime in campo processuale.

L’art. 84 TFUE prevede che il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possano stabilire misure per incentivare e sostenere l’azione degli Stati membri nel campo della prevenzione della criminalità.

L’art. 85 TFUE ha ad oggetto Eurojust, un organismo istituito nel 2002 con il “compito di sostenere e potenziare il coordinamento e la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell’azione penale contro la criminalità grave che interessa due o più Stati membri o che richiede un’azione penale su basi comuni”. Tale coordinamento consente una lotta efficace alle forme gravi di criminalità transnazionale.
Tra le competenze di Eurojust vi sono: “l’avvio di indagini penali”, la “proposta di avvio di azioni penali” rivolta agli Stati membri con riferimento a specifici fatti, “il coordinamento di indagini ed azioni penali” e “il potenziamento della cooperazione giudiziaria”.