Post Brexit: la sfida di Milano per portare in città l’EMA

Sala: “Un modo concreto per confermare la vocazione internazionale della città”


Opportunità da Brexit” è stato il primo messaggio del sindaco Beppe Sala all’indomani del referendum inglese che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.  In molti hanno considerato l’esito della consultazione popolare inglese un rischio per l’Europa; per il sindaco e la Giunta, invece, Brexit rappresenta un’opportunità da sfruttare, un progetto da mettere in campo.  “Un modo concreto per confermare la vocazione internazionale della città” scriveva Sala il 25 giugno 2016 in una lettera indirizzata al Corriere della Sera. Dal giorno seguente, il “modello Milano” si è messo in moto coinvolgendo fin da subito Regione, aziende farmaceutiche e altri stakeholders interessati alla candidatura di Milano come futura sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali, ora a Londra. Dal Governo una task-force di circa 100 esperti e 56 milioni di euro per la presentazione del dossier di candidatura, annunciata dal sindaco Sala il 30 marzo scorso a Londra nella sede di Bloomberg alla presenza di investitori stranieri con il presidente della Lombardia Maroni e i ministri Alfano e Padoan.  “La partita non sarà facile” afferma Sala: l’interesse di molti governi è crescente per l’Agenzia, la più grande a livello europeo e per questo molto ambita.

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Nata nel 1995, l’Ema è un’agenzia decentrata dell’Unione europea che si occupa della valutazione scientifica, della sorveglianza e del monitoraggio della sicurezza dei medicinali destinati a essere somministrati nell’UE.  Svolge quindi un ruolo molto importante, considerando che circa un terzo dei nuovi farmaci nel mondo nascono proprio all’interno dell’Unione. Qualche cifra: un budget annuale di 300 milioni, 65,000 visitatori e circa 500 meeting ogni anno. Oltre 900 persone impiegate e una rete di esperti con le migliori competenze scientifiche disponibili in Europa per la regolamentazione dei medicinali da oltre 50 autorità nazionali competenti degli Stati membri. Un indotto impressionante che fa gola a tanti Stati membri che hanno già presentato la candidatura. Le trattative si annunciano già caldissime e la concorrenza è già molto agguerrita tra città in lizza come Barcellona, Amsterdam, Copenaghen, Dublino, Stoccolma.  Non è da escludersi d’altra parte la scelta di portare l’Ema ad Est dove attualmente non sono presenti agenzie dell’Unione. Dalla parte dell’Italia però contano i numeri di un settore davvero “in salute”: Milano, Roma e Latina le principali aree per numero di addetti nella farmaceutica; la Lombardia è la prima regione con 28.000 addetti al settore, 18.000 nell’indotto e 400 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo (fonte: report Farmindustria).

La scelta terrà conto anche di trasporti e della qualità delle strutture scolastiche (internazionali) e sanitarie delle città candidate. Per Milano è stato scelto il grattacielo Pirelli, edificio del Consiglio regionale, come sede nel dossier di candidatura, dopo non poche polemiche sollevate dal gruppo regionale della Lega Nord che accusava di aver ceduto “il simbolo della Lombardia alla burocrazia europea”.  Dopo Pasqua ci sarà un sopralluogo da parte dell’Ema, la quale renderà nota a giugno di una short list di tre città. La decisione finale spetterà al Consiglio europeo con la designazione della nuova sede entro dicembre. I primi dipendenti (si spera) arriveranno nel settembre 2018.

In bocca al lupo alla nostra città!

Alberto Catapano