Milano capitale dell’orgoglio europeo

Bussolati: “Per contrastare i populismi serve più Europa”


10690036_10152728354852243_8664842960888526689_n_2Il 25 marzo 2017 i leader dei 27 Stati dell’EU, a 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, hanno sottoscritto una dichiarazione per il rilancio del Progetto originario di Europa. La Dichiarazione di Roma non era affatto scontata, in un momento di crisi post Brexit e di crescita di fenomeni euroscettici e populisti.

Il Segretario metropolitano del PD Milano, Pietro Bussolati, più volte in questi anni ha richiamato l’importanza dell’Unione Europea e per questo motivo abbiamo deciso di intervistarlo.

Segretario, a che punto siamo con l’Europa?

Dobbiamo trasportare l’Europa fuori dalle stanze istituzionali e riportarla nei luoghi di lavoro, di divertimento, di vita. L’Europa è rispetto delle radici culturali e integrazione valoriale. Occorre riscoprire l’orgoglio di far parte di un’Unione che crede nella libertà e nelle pari opportunità. Dobbiamo dimostrare che siamo in grado, oggi come allora, di lottare in difesa della nostra Europa, ribaltando la visione finanziaria e burocratica che troppo spesso si è data.

In un momento di grave crisi dell’Ue, ha ancora senso parlare di “progetto Europa”?

Siamo ancora lontani dal sentirci un’unica “comunità”.  Molto si è fatto per i più giovani ma è crescente la sensazione diffusa che l’Europa sia un tema per pochi. Per questo motivo ogni elezione diventa un derby tra europeisti ed antieuropeisti. Un derby impensabile fino a qualche anno fa. Le prossime elezioni presidenziali francesi saranno uno spartiacque con Emmanuel Macron impegnato a rilanciare il nostro “progetto Europa”. Come riformisti democratici e socialisti europei non possiamo che sostenerlo. E serve un segnale forte e di popolo che spieghi come il sovranismo non solo sia sbagliato e antistorico ma anche la risposta meno efficace al terrorismo e alla necessità di tutelare e proteggere i nostri concittadini.

Il Partito Democratico è il più grande partito europeo. Come si è posto in questi anni per promuovere l’inclusione e l’interesse nei confronti dell’Ue?

Innanzitutto mi piace sottolineare come tutti e tre i candidati del nostro partito alla segreteria nazionale abbiano fatto dell’“Europa” uno dei punti centrali delle loro mozioni congressuali. Questo dimostra come questo tema possa unire la nostra comunità al di là di ogni possibile divergenza di vedute all’interno delle singole mozioni. Siamo il più grande partito della sinistra europea sia in termini di voti sia in termini di iscritti, quindi abbiamo una grande responsabilità. In questi tre anni ci siamo impegnati per riportare all’interno delle istituzioni europee le radici, le idee e lo spirito che avevano dato vita a questo progetto. Lo abbiamo fatto con l’adesione al PSE, promossa da Matteo Renzi, e all’interno del gruppo S&D in Parlamento, in cui abbiamo dei ruoli chiave. Renzi ha anche proposto primarie per scegliere il candidato presidente della Commissione europea. Proposta importante perché serve più democrazia e partecipazione alla vita politica europea.

In che modo Milano può dare il suo contributo per mantenere vivo il sentimento europeo? 

Il 25 Aprile, in occasione del corteo della Liberazione, sfileremo dietro lo striscione “Noi, Patrioti Europei”, con l’obiettivo di creare un’onda blu all’interno della manifestazione che attraversi la città. La Resistenza ha consentito di liberarci dal nazifascismo, in Italia e in Europa, e ha posto le basi per il sogno europeo. Per contrastare i populismi, per costruire una comunità, serve più Europa. Dobbiamo portare avanti nuovi progetti per unire ancora di più e ancora meglio i paesi e, soprattutto, i cittadini europei.

Per questo ci vediamo tutti insieme il 25 aprile alle 14.00 alla metro di Palestro (MM1). Indossa qualcosa di Blu e diventa anche tu un Patriota Europeo!